Musica e montagna

Antonia Pozzi morì suicida all’età di ventisei anni. Le difficoltà sentimentali e il non venire accettata come poetessa furono tra le cause del suicidio, acuite ancor di più dal clima fascista e maschilista degli anni ‘30. Malgrado ciò, nelle poesie e nelle lettere che ha scritto traspare la consolazione che musica e montagna le diedero. Figlia di una ricca famiglia milanese, infatti, Pozzi
studiò pianoforte e frequentò regolarmente, oltre alla Scala, anche le Alpi italiane, partecipando tra l’altro ai campi estivi del CAI, a cui fu iscritta fino alla fine della sua vita. I versi di Acqua alpina, che recitano “Gioia di cantare come te, torrente; / […] d’aver scordato la notte / ed il morso dei ghiacci”, sono uno splendido esempio della fusione di questi elementi, così come la poesia
Notturno: “Curva tu suoni / ed il tuo canto è un albero d’argento / nel silenzio oscuro – / Limpido nasce / dal tuo labbro – il profilo / delle vette – nel buio -”.

Musica e montagna sono il tema dei collage qui pubblicati, che vedono fotografie di Vittorio Sella – alpinista, esploratore e fotografo, suo zio Quintino Sella fu tra i fondatori del CAI – unite a delle frasi di Antonia Pozzi, tratte da una sua lettera del 1938 in cui racconta una giornata estiva alla Cima Piccola di Lavaredo, nelle Dolomiti.

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